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Capodanno in Tunisia, in Libia o in Turchia Ultimi posti per agosto in Georgia ed Armenia |
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In marcia verso Istanbul EQUIPAGGI: 2 (totale 4 adulti e 4 Bambini, dai 3 ai 12 anni) CAMPER: Elnag Marlin 64 – Roller Team Granduca 64 KM Percorsi: circa 4.200 (gasolio in media € 1,30) ITINERARIO: Roma – Istambul GIORNI: 25 (dal 2 agosto al 26 agosto 2008) 2
Agosto –
Fatte le ultime verifiche al carico e ai camper si parte: direzione
porto di
BARI. Il
viaggio
scorre tranquillo. Arrivo
al porto: caldo e afa da vendere e imbarco rimandato dalla Super Fast
alle
17,30!! Siamo sotto il sole sorseggiando: caffè, birra, coca cola e
acqua; ma
il caldo ha la meglio. Sudati come orsi polari all’equatore, saliamo in
nave,
parcheggiamo i camper (quasi dentro il garage anche se dovremmo essere
in Open Deck)
e assaltiamo i saloni del traghetto: belli, puliti e freddissimi. Chiacchere,
foto di rito,
corse dietro ai bambini che si perdono di continuo. Così facciamo
trascorrere
il tempo fino all’ora di cena che, dopo una salutare doccia, viene
consumata
nelle dinette dei nostri camper. Notte:
CALDO
sopportabile 3
Agosto – In
Grecia! Arrivo a Patrasso ore 12,30 prendiamo la statale verso Atene
con meta
Loutrakia (km 150) dove giungiamo alle 16. Parcheggiamo vicino alla
spiaggia, o
meglio la spiaggia parcheggia vicino a noi. Infatti un vento teso
riempie i
nostri mezzi di sabbia e polvere mentre ci facciamo il primo bagno
nelle acque
greche (Bandiera blu della FEE). Si
riparte
alla volta di Capo
Ireon (a circa 15 minuti da Loutrakia), dove vicino ad una taverna si
può fare campeggio
libero ai bordi del lago. Il posto è molto bello e si può accedere alla
spiaggia vicino agli scavi archeologici a titolo gratuito. Appuntamento
ore 7
direzione Chalkida (isola di Eubea). 4
Agosto – (tappa
di circa 240 km) Partenza puntuale, sfioriamo Atene con il suo traffico
e lo
smog procedendo sull’autostrada, a pagamento con un casello dopo
l’altro (ogni
20-30 km) per tutto il percorso a € 4,30 a passaggio. Procediamo verso
Chalkida
traversando il ponte che collega l’isola alla terra ferma e ci
incamminiamo
attraverso uno splendido e continuo bosco che varia dalla macchia
mediterranea,
alla pineta, al faggeto. Raggiungiamo
la costa ovest dove
l’unico campeggio è nella località Rovies “Camping Rovies”. Dopo le
verifiche
della spiaggia, dei servizi e della disponibilità di una piazzola
decidiamo di
fermarci almeno tre notti prima di dare il via alla marcia di
avvicinamento ad Istanbul. Il posto
è
incantevole e le
piazzole, molto ombreggiate, sono dotate di elettricità e acqua
potabile. La
scelta cade su due spazi contigui che hanno solo un piccolo difetto:
alberi con
rami bassi. Tentiamo
il
parcheggio salendo
sui tetti dei mezzi per spostare i rami sotto gli occhi atterriti delle
signore
e infatti, ecco la prima vittima: il camper di Maurizio che viene
ferito sulla
spalla anteriore destra con prognosi minima di una settimana (pannello
di fibra
bucato da un ramo nascosto tra il fogliame). Estratti
ombrelloni, tavolini,
sedie, mute, gonfiabili … tutti al mare. Il posto è splendido l’acqua
pulitissima e calda. Anche il campeggio offre servizi buoni (il market
è però
minimalista). Ci fermiamo tre notti. 7
Agosto – (tappa
prevista 148 km, reali 260 km) Ci apprestiamo e questa volta, durante
la
manovra viene colpito l’oblò posteriore del camper di Andrea che se la
cava con
una leggera distorsione ed una piccola frattura ad un perno riparabile
in loco.
Partiamo e decidiamo di prendere il traghetto per Glika per poi
proseguire per Volos
e Kalà Nerà. Seguendo
la
costa verso nord
arriviamo dopo km 30 a Loutrà Aidipsoù: centro turistico con un piccolo
porto
cui attraccano i traghetti per la terra ferma. Andrea ne scorge uno che
sta imbarcando
le auto, ci precipitiamo al botteghino per i biglietti, saliamo di
corsa con i
camper, ci sistemiamo nel saloncino con aria condizionata; ma… da una
scritta
lampeggiante ci accorgiamo che il traghetto ci porta a Arkitsa. Sono
circa 70
km in più da percorrere. Beh!
Questa è
la vacanza in
camper! Traversata di circa un’ora e mezza e decidiamo di fermarci a
Lamia per ritrovare
un ristorantino già sperimentato lo sorso anno. Arriviamo a Lamia circa
alle ore
14,30 e ritroviamo il posto delle libagioni sulla strada che dalla
periferia
conduce al centro vicino ad una grande ferramenta. Menu:
“Pita
giros” colmi di
tutto (cipolla, pomodoro, insalata, salse, ecc), souvlaki, patatine
fritte, acqua,
birra e coca cola. Caldo e
pesantezza di stomaco rischiano
di minare la riuscita della tappa di trasferimento ma, al costo di un
euro pro
capite, troviamo un bar che ci fa un buon espresso (Lavazza). Decidiamo
di
cambiare destinazione e si riparte lungo l’autostrada che da Lamia
porta a
Larissa (pedaggio i soliti € 4,30 ogni 20/30 Km). Usciamo in direzione
Agiokampos, la zona balneare di Larissa in cui viene segnalato dalle
guide un
arenile di 12 km. Ci arriviamo dopo essere passati tra frutteti e campi
coltivati. La spiaggia è veramente grande anche se non c’è un vero e
proprio
arenile ma una granella di piccoli ciottoli. Cerchiamo
un
campeggio!
L’unico vicino al mare è pieno come un uovo e ci viene data
l’indicazione per
un altro impianto recettivo. Il campeggio sito a 400 metri dalla
spiaggia
sembra vissuto solo presso l’ingresso, mentre all’interno è in stato di
semi
abbandono. Decidiamo di fermarci solo per una notte al prezzo di € 18
posizionandoci con un mezzo in una piazzola e l’altro sulla stradina di
transito (non passa certo nessuno nella landa abbandonata!). Dopo una
cena
rapida smontiamo
le biciclette per una passeggiata serale lungo la costa dove c’è una
pista
ciclabile. 8
Agosto – (tappa
prevista km 160 effettivi km 60) Risveglio ore 8 lasciamo la piazzola e
il
camping e ci parcheggiamo lungo la spiaggia, siamo soli nel raggio di 1
km. Giornata
di
riposo con bagno
fra le onde e “Skim board” impossibile per la presenza di sassi.
Ripartiamo nel
primo pomeriggio dopo una doccia sulla spiaggia, alla volta di
Salonicco. Percorriamo
la strada litoranea passando per Stomio fino ad arrivare
all’autostrada. Il
paesaggio è splendido e ci sono molte spiagge accessibili con
possibilità di
fare campeggio libero. Arriviamo
a
Ampelakia e ci
fermiamo, dopo circa 30 km, vicino Tembi per visitare un tratto del
fiume Pineios
in parte a piedi e in parte con un battello fluviale, con il “capitano
Nicholas”. Abbiamo così la possibilità di vedere un monastero
Greco-ortodosso
durante un battesimo di un bambino e il fianco del monte Olimpo con la
roccia
somigliante al dio Apollo. La passeggiata in barca lungo il fiume dura
circa
mezz’ora e al costo di € 6 per gli adulti e € 4 per i maggiori di 7
anni si
possono ammirare le sponde, le lavanderie (vi si lavano ancora oggi
stoffe e
tappeti) e una roccia del monte Olimpo la cui forma ricorda il dio
Apollo. Percorriamo
altri 30 km quando
stanchi e col buio che avanzava decidiamo di fermarci e pernottare.
Scegliamo
la zona di Platamonas. Chiediamo informazioni ad una coppia di
camperisti
francesi che ci indicano, per la notte, il campeggio “Platamonas”.
Nella
piazzola assegnata la polvere regna sovrana e anche la spiaggia; ma,
per una
sola notte, l’importante e avere i servizi igienici puliti e la
possibilità di
caricare acqua potabile. Notte:
Sonno
interrotto solo
dal movimento veicolare sulla strada che fiancheggia il camping e dal
camion
della nettezza urbana che alle 6 del mattino effettua il ritiro della
nettezza
urbana. 9
Agosto – (tappa
km 270) Sveglia ore 6 e partenza ora 8 destinazione Tessaloniki
(Salonicco)
dove arriviamo in mattinata. Parcheggiamo vicino al museo archeologico
(senza
saperlo), ci facciamo regalare una cartina della città da un
autonoleggio e
iniziamo la visita a piedi. La città è caldissima ma riusciamo a vedere
i siti
turistici più importanti e facciamo tappa, su richiesta dei bambini, da
Mc
Donald anche se noi grandi avremmo preferito un “pita giros” volante. Si
avvicina la
sera decidiamo
di fare una tappa e sostare a Kavala dov’è segnalato un campeggio. Lo
troviamo
è il “Batis Multiplex” un centro vacanze molto bello, attrezzato ma
lontano dal
centro. Per una notte cerchiamo una sistemazione alternativa (non
costosa) e poi
vorremmo mangiare un po’ di pesce. Torniamo verso il centro dove
Maurizio vede
un parcheggio nella piazza principale. Ci fermiamo, contrattiamo con il
custode
per € 8 per la notte e andiamo sul lungomare per cercare un posto dove
mangiare. Lo troviamo, siamo turisti, i tempi del servizio sono
esasperanti, mangiamo
tardi, male e spendiamo troppo. In camper
una
notte calda,
calda, caldissima e piena di zanzare. 10
Agosto –
Sveglia ore 6, solo per gli autisti! Ci attendono circa 460 km per
arrivare a Istanbul.
Imbocchiamo l’autostrada direzione Alexandroùpoli In frontiera c’è fila
grazie
anche alle procedura doganali lente e poco chiare in cui il personale
di frontiera
parla né l’inglese né il francese; ci fermiamo al duty free per
cambiare un pò
di euro in lire turche (cambio €1 / Lyt 1,80). Il viaggio prosegue su
una
strada statale, piuttosto comoda, che traversa molti centri balneari in
cui campeggi
improvvisati fanno da cornice a casette residenziali. Troveremo una
sistemazione adeguata? Il pensiero ci segue fino all’indicazione
dell’autostrada per Istanbul. Ci immettiamo e ci godiamo gli ultimi 80
km di
strada ottima. Arriviamo
in
città e dopo aver
chiesto alla “polizia stradale” un’area di parcheggio procediamo verso
l’aeroporto e una località, Barkyköy, in cui dovrebbe esserci un
campeggio.
Strada sbagliata, torniamo indietro, infatti il campeggio dovrebbe
essere verso
il centro, prima del quartiere Topkapi. Ci
arriviamo
davanti: NON c’è
più! L’unico camping di Istanbul è stato chiuso tre anni fa. Ma siamo
fortunati
e chiediamo informazioni e dopo varie peripezie e cambi strada
raggiungiamo il “famoso”
CAMPING LONDRA nella zona Güngören (la via è: Eski Londra Asfalti). Beh!
Camping è
una parola
grossa: parliamo di un parcheggio dietro il centro culturale turco di
fianco ad
un kartodromo e in prossimità di alcuni campi di calcetto, al quale si
accede
passando dal benzinaio della “Shell” sulla via principale. Incontriamo
Alì un tuttofare
del luogo che in inglese comprensibile ci dice che non esistono altri
camping/parcheggi (falso! Ne troviamo uno il giorno della partenza sul
lungomare dopo l’ingresso del quartiere Topkapi – in strada e pieno di
camion!)
e che i servizi sono disponibili dietro al kartodromo; purtroppo
risalgono al periodo bizantino. Scoviamo un allaccio
di corrente su una ciabatta appesa ad una struttura metallica delle
tensostrutture dei campi di calcetto e vediamo il ristorante del
“camping” (1/18
di stella nella migliore delle ipotesi). Alì ci
propone
anche un
servizio di shuttle fino al centro storico al prezzo di 100 lire turche
andata
e ritorno (sono circa 40 km), trattiamo e chiudiamo a 90. 11
Agosto –
Visita ad Istanbul. Ali ci aspetta puntualissimo alle ore 8,30 con la
sua
Renault 12 “semi diroccata d’antiquariato se non si smonta” e con un
taxi
dotato di tutti i confort. Arriviamo in centro e visitiamo la Moschea
Blu, le
Cisterne, il Topkapi ma Santa Sofia è chiusa. Facciamo uno stop &
go con un
kebab volante e andiamo al Gran Bazar. Impressioni:
posto incantevole
ma manca l’aria e i prezzi sono alti. Ceniamo
nei
camper e di corsa
usciamo per il giro “by Nigth” che abbiamo pianificato con Ali al costo 100 lire turche. La città illuminata
è affascinante traversiamo il Bosforo e siamo in ASIA! 12
Agosto – (tappa
km 450) Fuggiamo dal Camping Londra prendendo l’autostrada. Sbagliamo
uscita e
invece di dirigerci per Tekirdaĝ facciamo rotta per Sofia (Bulgaria).
Ci
accorgiamo dell’errore e facciamo dietro front alla prima uscita
disponibile.
PROBLEMA: pedaggio LYT 2,30 ma al
casello non accettano né carte di credito né moneta straniera e NOI NON
ABBIAMO
PIÚ VALUTA LOCALE. Dopo aver cercato di comunicare col casellante in
tutte le
lingue da noi conosciute, svuotiamo le tasche degli € spicci residui e
mosso a
pietà alza la sbarra e ci lascia uscire. Rientriamo
in
Grecia:
autostrada e uscita Chrysoupoli verso Keramoti per imbarcarci con
destinazione l’isola
di Thàsos. Riusciamo a salire sul traghetto quasi al volo, o meglio,
dopo aver
misurato con la fettuccia i camper insieme all’agente incaricato della
biglietteria e pagato i 30 € richiesti. Arriviamo
all’ora di pranzo e
seguendo le indicazioni di un camperista conosciuto in nave puntiamo su
Potos
dove ci ha magnificato la presenza di un campeggio vicino ad un borgo
con una
spiaggia meravigliosa (VERO!). Ma il campeggio è pieno! Con molta
cortesia le
receptionist ci trovano un posto a Skalia Prinos presso il campeggio
municipale
(20 km verso Thasos). L’alternativa è uno squallido camping presso
Skalia
Killirakis o fare più di 50 km verso Chrysì Ammoudià per raggiungere il
campeggio “Gold Beach”. Arriviamo,
quindi, a Prinos, (N.d.r.
c’è il porto con traghetti verso la terra ferma) e costeggiando il mare
arriviamo al Campig Municipale: bello, in piano, ombreggiato con buoni
servizi
e un prezzo di € 18 per equipaggio. Unico neo: stradine strette, alberi
bassi e
cespugli. I generi
di
sussistenza sono
acquistati sia presso il market del campeggio, abbastanza fornito, sia
presso
il vicino centro di Prinos (A/R 6 km in bicicletta). Ferragosto si
avvicina! Ci
fermiamo 4 notti. 16
Agosto – (tappa
km 120) Il traghetto per Kavala parte alle ore 16,30. Cosa fare? Si
parte verso
il sud dell’isola alla ricerca di spiagge dove trascorrere qualche ora.
Ne
troviamo due incantevoli (a circa 20 km) e facilmente accessibili.
Nella prima,
una caletta in prevalenza rocciosa dotata di un sentiero per
raggiungerla,
troviamo dei greci che fanno campeggio libero in tenda. Nella seconda
molto
sabbiosa, scarichiamo le “attrezzature marine” e via tutti in acqua! Giunge
l’ora
di lasciare
Thassos e rimesse a posto le attrezzature torniamo a Prinos. C’è fila
per
imbarcarsi, ma ancora un paio di posti per i nostri mezzi ci sono:
sborsiamo i
50 € richiesti e affrontiamo l’ora e mezza che ci separa dalla terra
ferma. Arrivo a
Kavala e via verso il
monte Athos. Passata Asprovalta puntiamo su Stavros dove arriviamo in
tempo per
far fare ai bambini un bagno rinfrescante. Ci posizioniamo, su
consiglio di un
camperista greco nel grande parcheggio vicino alla spiaggia. Ma il
posto è
rumoroso e decidiamo di andarcene. In moto e in marcia verso Olympiada
(a circa
20 km). La raggiungiamo verso le 21 e dopo aver traversato il paese per
la
notte ci fermiamo nel parcheggio del porto di fianco alla chiesa. Il paese,
frequentato solo da
greci, è piccolo e si allunga su una piccola insenatura. Mettiamo a
letto i
ragazzi e facciamo una passeggiata fra i numerosi ristorantini e
taverne. Il
posto è turistico, pieno di vita e di ragazzi sul “muretto”; inoltre ha
una
spiaggia molto carina e acqua pulitissima. 17
Agosto – (Tappa
km 140) partiamo presto da Olympiada verso Stratoni/Polygyros/Agio
Nichòlaos
per arrivare a Vourvourou (Sithonia), strada bella ma lunga la
percorrenza per
le molte curve. Arrivo nel pomeriggio al campeggio “Campsite REA”. É un
bel
campeggio ed è frequentato sia da greci sia da numerosi italiani con
camper e
barche al seguito. É molto ombreggiato ogni piazzola è dotata di acqua
corrente
e i servizi sono di buon livello. Il costo è di circa 26 euro al
giorno. La
spiaggia è
meravigliosa: è raccolta
in una grande insenatura con una isola che la protegge dal mare aperto.
Ha
sabbia fina e si può passeggiare lungo una laguna procedendo su una
striscia di
sabbia che la circonda. Grazie ad una interruzione della lingua
sabbiosa è
possibile veder modificare la profondità della laguna col movimento di
marea. Decidiamo
di
fermarci almeno
tre giorni. Il market è poco fornito; infatti a parte la frutta buona e
a
prezzi onesti, non si può comprare altro. Quindi ci rivolgiamo alla
direzione
che a cadenza quotidiana offre il servizio di macelleria (acquisto su
ordinazione), per poter accendere brace e cucinare all’aperto. 20
Agosto – (tappa
km 70) Si parte per cercare altre spiagge e visitare la penisola di
Sithonia. Lungo
la costa viene la voglia di fermarsi ad ogni chilometro, ma facciamo
una sosta solo
per un bagno in prossimità del campeggio “Artemenistis”
(www.Artemenistis.com.gr), poco prima di Sarti, per poi proseguire alla
volta
di Toroni. Superiamo la cittadina e ci dirigiamo verso una spiaggia
seguendo l’indicazione
“ethnic beach” presente sulla statale. Arriviamo in una piccola
spiaggia con un
bar arroccato su un costone di roccia costruito in legno, colorato con
le tinte
della Giamaica e sponsorizzato dalla birra Heineken: stop per bagno e
merenda! Torniamo
verso
Toroni dove
sono accampati diversi camperisti italiani. Raggiungiamo il posto sulla
spiaggia
in tempo per assistere al tramonto, ma prima di prepararci per
raggiungere la
taverna più vicina…. il camper di Andrea è sepolto nella sabbia. Durante
una
manovra le ruote
hanno scavato un fossato solo grazie all’intervento di un gentilissimo
proprietario di una Range Rover Sport (200 cv a benzina) siamo SALVI!! 21
Agosto – Ci
rendiamo conto che dobbiamo pensare ad avvicinarci ad Igoumenitsa per
tornare
in Italia. Non paghi di quanto abbiamo visto decidiamo di non scendere
lungo la
Calcidika penisola di Cassandra, ma di andare a visitare le grotte in
cui si
sono insediate civiltà preistoriche. Arriviamo, quindi, a Petralona (a circa km 90) che conserva la
grotta ove nel
1960 fu scoperto il più antico scheletro umano mai rinvenuto in Europa
(ARCHANTHROPUS) e le tracce delle antiche civiltà dell’osso e della
pietra. Ripartiamo
in direzione Salonicco cercando un posto dove fermarci per una o due
notti
prima di traversare la Grecia centrale. Decidiamo di dirigerci verso le
spiagge
sotto il Monte Olimpo e dopo 130 km arriviamo a Korinos nel pomeriggio.
Unico
campeggio, ma con grande spiaggia attrezzata con ombrelloni (al costo
di una
consumazione per tutto il giorno), bar e docce. Il campeggio (25 €/gg
circa) è
buono anche se le docce calde, al nostro arrivo, si guastano! Spesa in
bicicletta con market a 6 km. Stop per
tre notti con scarico di tutte le attrezzature. 24 Agosto – Tristezza!! L’ora X del ritorno si avvicina e partiamo
alla volta del porto d’imbarco. Traversiamo tutta la Grecia da est ad
ovest. Raggiungiamo
verso le 18 l’ultima meta: le sorgenti del fiume Acheronte presso
Glyki. Il
posto appare subito fantastico: parcheggio ampio con molti camper in
sosta
libera. Ci posizioniamo vicino al torrente in prossimità di una
taverna. 25 Agosto – La sveglia viene
dai ragazzi
alle ore 7,30! Si dormiva benissimo e al fresco, ma ci siamo
dimenticati di
aver promesso loro che saremmo andati a fare rafting lungo il fiume. Ci
prepariamo e alle ore 9, al costo di € 6 ci lanciamo lungo le “lente”
del
fiumiciattolo. Dopo
essere tornati alla base iniziamo la risalita a piedi delle sorgenti:
ACQUA a
10-12°. Dopo un’ora decidiamo di tornare indietro perché la nostra
meta, un
ponte romano, è ancora molto lontana. Di nuovo i guadi e soste al sole
lungo le
piccole spiagge di ghiaia fino a che ci fermiamo in una taverna lungo
il corso
d’acqua. Partiamo
verso Igoumenitsa. Arriviamo verso le 18: check in e ricerca di un
parcheggio
per fare un pò di shopping prima della cena e dell’imbarco previsto per
le
23.30. Saliti in nave, per primi e felici del nostro posto in “Open
Deck”, ci
troviamo invece parcheggiati nel garage tra i TIR, appena vicini ad un
finestrone con l’afa che ci attanaglia la gola. Sarà una serata
rovente? Dopo
una doccia proviamo a fare un giro nella nave dove c’è l’aria
condizionata con
visita alla discoteca dove si balla il sirtaki. Sconfortati proviamo ad
andare
a dormire. Allontanandoci
con la nave dalla Grecia l’effetto afa si fa evanescente ed un fresco
venticello ci consente di riposare senza problemi. 26 Agosto – Arrivo ore 9.30 a
Bari e triste
arrivo a Roma alle 15,30, malgrado l’appuntamento per una uscita verso
la
Cascata delle Marmore per una nuova esperienza di rafting su un
percorso più
serio, ma questo è un altro racconto. Andrea
Pecoraro ( and_pc@yahoo.it )
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