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Marocco Primavera 2010
25 aprile - 14 maggio 2010
Nefer-Fran-Ca e Ramse-San-Dro irradiano il loro potere benefico sul gruppo (foto Mario Spallino)

Accompagnato
da una stagione estiva, sì è svolto questo viaggio
primaverile in Marocco, paese dal fascino primitivo e dai molteplici
aspetti socio-culturali: succede così che abbigliamenti
"occidentali" si mescolino a quelli più
tradizionali, le automobili ai somari e che parabole per ricevere i
canali satellitari siano "fiorite" anche sulle più
misere catapecchie.
Superato
il caotico traffico di Tangeri, dove il gruppo è sbarcato, il
viaggio inizia con la visita di Asilah, pittoresco paesino sulle
sponde dell'Atlantico per proseguire verso Volubilis, il sito
archeologico di epoca romana più importante di tutto il
Marocco, e prosegue con la visita di Meknès e di Fes, e
soprattutto quest'ultima città ci proietta in un’altra
dimensione temporale. La densità delle persone, le ridotte
dimensioni dei negozi e delle botteghe artigiane, la quantità
di animali utilizzati per il trasporto di cose e persone, il
frenetico scambio di voci ed i vari settori in cui è
organizzato il souq, tra i quali spicca quello dei conciatori, ci
trasferiscono in un mondo difficilmente immaginabile.
Ma
il Marocco significa anche deserto e l’escursione nell’oasi
di Merzouga, con l'alba osservata dalle dune, ci regala un nuovo
spettacolare scenario.
Il viaggio ci porta poi a conoscere nuovi aspetti della realtà
marocchina come le valli del Todra, del Dades e del Draa, create dai
rispettivi corsi d’acqua che scendendo attraverso i massicci
calcarei, hanno creato strette gole di straordinaria bellezza. Le
strade costeggiano i palmeti dei fondovalle, superano strette
insenature ed a tratti si arrampicano sulle pendici delle gole
offrendo scorci suggestivi.
Superata la cittadina di El Keala, famosa per la lavorazione delle rose, è
la volta di Marrakech, dove visitiamo, tra le altre cose, le tombe
dei saaditi e la medersa di Ali ben Youssef. Tramontato il periodo
carovaniero, quando la città era meta dei commerci provenienti
dal Sud, è oggi una delle maggiori attrazioni turistiche, con
la sua piazza perennemente animata da venditori e giocolieri,
cantastorie e incantatori di serpenti. Ci aspetta successivamente un
tuffo in una delle zone più aspre e selvagge di tutto il
Marocco: la cittadina di Tafraute si trova infatti nella parte
meridionale dell’Anti Atlante, una regione montuosa tanto
affascinante quanto isolata. Da qui riprende il viaggio in direzione
Nord per puntare, sempre a tappe, verso Tangeri. La cittadina
litoranea di Essaouira ci accoglie con il suo porto animato da un
grande numero di pescherecci ed il legno di Tuia, lavorato in
artistici mobili ed oggetti per la casa.
La nuovissima, enorme, moschea di Hassan II, a Casablanca, rappresenta
l’ultimo tuffo nel mondo islamico: le dimensioni e la ricchezza
del maestoso edificio costituiscono un fattore di evidente contrasto
con la realtà marocchina ma esprimono con chiarezza la volontà
celebrativa dell’edificio. Infine Rabat, la moderna capitale
del Marocco, richiama alla mente le vestigia di un passato che la
vide fiorire quando iniziò ad essere popolata da musulmani in
fuga dalla Spagna cristiana, pirati mori ed altri avventurieri
provenienti da varie parti del mondo.
Il porto di Tangeri ci accoglie infine
con la solita confusione, da cui riusciamo ad uscire dopo qualche ora
di controlli vari per raggiungere la nostra nave che, in un viaggio
lungo ma assai comodo, ci riporterà a casa.
(testo e foto di Sandro)
Il gruppo davanti al palazzo reale di Meknes

I conciatori di Fes

Assalto di ragazzini

Esibizione di un "serparo"

Artigiano al tornio

Camper ed un pozzo di un acquedotto sotterraneo (Qanat)"
Sulla spiaggia atlantica

Villaggio nei pressi di Tafraoute

Scarico di sardine nel porto di Essaouira

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