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USA west settembre 2008 1 - 23 settembre 2008 Dopo che il gruppo di agosto è tornato in Italia con Sara,
aspetto in albergo 4 giorni per l'arrivo del gruppo di settembre. Per
il mangiare mi arrangio tra ristoranti e fast food, ma mi manca la
cucina nel camper ed i cibi sono quasi sempre fritti e coperti di
salse. Comunque resisto ed il gruppo arriva puntuale, e dopo una notte
in hotel possiamo andare a prendere possesso dei nostri camper.
Siamo 10 equipaggi e con qualche cautela ci si abitua alle dimensioni
dei mezzi (quasi 3 metri di larghezza e 3 metri e settanta di altezza
con il condizionatore) ed al cambio automatico che alla fine sarà
comunque molto apprezzato da tutti, specie agli stop in salita sulle
strade di San Francisco. E' previsto lo stesso itinerario fatto dal
gruppo del mese scorso, quindi dopo Los Angeles ci spostiamo a Las
Vegas con i suoi scintillanti casinò, gli spettacoli ed il panorama
dall'alto della torre Stratosphere.
I giorni dopo si visita il Grand
Canyon, passeggiando sul bordo di questa immensa spaccatura che mostra
la storia geologica dell'altipiano.
Ma al momento di ripartire dal Grand Canyon, Fabrizio si sente male, e si rende necessario portarlo all'ospedale di Flagstaff. Ci spostiamo tutti per reggiungere questa bella città dell'Arizona, ma mentre siamo impegnati nell'accettazione del malato, Matteo nel parcheggio dell'ospedale accusa forti dolori al petto. Finiranno entrambi ricoverati, uno con un'emorragia da ulcera e l'altro con un infarto. Nel pomeriggio, mentre il resto del gruppo prosegue per raggiungere il campeggio previsto per la notte, sistemo nel migliore dei modi i due malati, e dopo essersi sottoposti entrambi ad un intervento, la notte raggiungo gli altri alla Monument Valley. Saranno seguiti dall'assicurazione, e dopo alcuni giorni di ricovero verranno trasferiti in hotel ed una volta ristabilitisi torneranno in anticipo in Italia, risultando putroppo impossibile per loro riprendere il viaggio. Siamo molto dispiaciuti per il fato avverso che ha colpito indipendemente due dei nostri compagni di viaggio, ma facciamo anche delle considerazioni su come nella sfortuna abbiano anche avuto la fortuna di trovarsi tempestivamente in un grande e ben attrezzato ospedale.
Siamo rimasti in otto equipaggi e ci spostiamo secondo il
programma dai
monoliti di arenaria che rendono indimanticabile lla Monument Valley
verso il parco nazionale di Mesa Verde, dagli enigmatici villaggi
costruiti in grandi nicchie su su dirupi, da un popolo che ha poi
abbandonato la regione circa 500 anni fa.Nei giorni seguenti
apprezzeremo la bellezza e la varietà dei paesaggi
di alcuni dei più bei parchi nazionali americani, dal parco degli Archi
Naturali, dove sono numerosissime queste formazioni rocciose, al Dead
Horse Point con forse il più bel paesaggio che si possa ammirare sul
Canyon del Colorado, al Bryce canyon dove invece l'arenaria
assume colorazioni stratificate rosse, gialle, bianche e rosa che
fanno risaltare il verde intenso dei pini che crescono tra i pinnacoli
di roccia.
Il giorno successivo, che prevede una tappa di trasferimento,
riusciamo
invece a fare un fuori programma visitando rapidamente il parco Zion.
Ci attende poi il caldo torrido della Valle della Morte con i sali ed i
minerali che creano paesaggi surreali, ma il giorno seguente, dopo aver
visto il lago Mono saremo di nuovo al fresco facendo il valico Tioga di
3000 metri che segna l'ingresso al parco Yosemite, con i suoi splendidi
paesaggi alpini.
Immagini sulle strade degli States. un gruppo di camion ed una
Harley Davidson lungo la 66 Si ritorna sulla costa della California, con tre giorni passati a San Francisco, dove non manchiamo di passeggiare sul Golden Gate, nel quertiere cinese, nelle zone commerciali che si affacciano sulla baia come il Pier 39 dove una colonia di leoni marini ormai risiede stabilmente. Toccante e drammatica la visita all'isola di Alcatraz dove un audio in italiano fa rivivere la vita e gli eventi di questo carcere ormai chiuso. Prima di lasciare San Francisco non ci facciamo mancare un ultimo momento di shopping, con una sosta ad uno dei più grandi e convenienti complesso outlet degli Stati Uniti.
Ritornati
a Los Angeles facciamo una puntata allo splendido museo Getty, che
dalle colline domina la zona di Beverly Hills e Bel Air. Risulta sempre
gradita la visita agli Universal Studios, dove si ritorna ad
essere bambini alle giostre, mentre il giorno seguente dopo la
riconsegna dei camper abbiamo ancora il tempo per un giro in bus nel
centro di Hollywood, dal Sunset Boulevard a Rodeo Drive. In camper tra le grandi sequoia
Antonio-Custer
avvista gli indianiFoto e testo di Giuseppe Bacci. |
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