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IL MAROCCO CONQUISTATO Canto i camper in colonna e il capitano che del Marocco li guidò all’acquisto; Giuseppe si nomò; con la sua mano destra – Sara – guidava un popol misto. Invan l’inverno gli s’oppose, in vano rallentarlo tentò il camper dei Flintsto(nes). Il ciel gli diè favore. Leviamo i canti ché a casa riportò i compagni erranti.
Oh Musa, se d’immeritati allori cinger vorrai la fronte di Donata che qui si appresta a rendere gli onori a ciascun dei soldati dell’armata, tanta indulgenza ispira a tutti i cuori nell’udir questa flebile cantata. Ma qui converrà cambiare metro che a Torquato è difficil tener dietro.
Solamente per poco Antonio e Lia fecero parte della compagnia, ma vollero tentare oltre il deserto un nuovo cammin, duro ed incerto.
Marina e Vincent, coppia riservata, vini e liquor ci offrono d’annata; col “Globtrotter” son venuti da Cuorgnè, ad ogni sosta preparano il caffè.
Ci son poi due che arrivano da Thiene: Antonio ancheggia con pingui sirene, canta Luciana, sola oppure in coro. I “Gulliver” li fabbricano loro.
Roberta è detta ormai ”La Favorita”, col suo Veraldo vince la partita. Dalle nebbie emiliane son fuggiti in cerca di color più definiti.
Coi suoi Lorenzo viene da Druento: per simpatia lui ne batte cento. Con Luisa e Gianni sono una famiglia che in camper ha percorso mille miglia.
Che dir di Giacomina generosa? Con arte scatta foto senza posa; con Emilio sul “ Chartago” hanno portati quaderni e penne ai bimbi sfortunati.
I “Nati liberi” son Claudio e Lorella: lei è vegetariana, lui scodella panforte e cantucci proprio buoni prodotti nella terra dei soffioni.
Ha un aplomb very british ma al tè Massimo preferisce il vin brulé. Con gioia la romantica Loreta che è il suo anniversario a tutti spiega.
Maurizio arriva da San Pellegrino: non puoi dir sia fra tutti il più piccino. Di birra e pane adora fare un mix e ricorda il simpatico Obelix. Di Sergio dirò che, con maestria, il “Challenger” condusse per la via; dei paesaggi si è proprio innamorato e a casa non sarebbe mai tornato.
La SCOPA? “Principessa” e “Sapientino”, vivono a Oderzo ma lei è di Torino. I nomi veri son Dany e Luigi individui non son di certo grigi.
Di tutti dirò ancor la disciplina con cui, ben puntuali, ogni mattina disponevano i mezzi in fila indiana su strada pianeggiante oppur montana.
Narrerò quindi quanto questa gente dovunque ha comperato allegramente: argan, pietre, sciarpe, e la tajina e tutto ciò che offriva la Medina.
Ma su ogni cosa lodo la magia con cui questa vaga compagnia ha trascorso bei giorni in amicizia bandendo dai cuori la mestizia.
E’ d’uopo, a concluder la cantata, una chiusa un poco più elevata, per definir con verso alto e nobile un gruppo d’amici così … mobile:
“Non è frotta di bimbi insieme accolta, non strade fatte ormai di terra smossa, non gran torrente, o monte alpestre, o folta selva, che il loro viaggio arrestar possa”. Sulla nave saliti un’altra volta attraversano il mar sull’onda grossa per raggiungere il porto di Livorno e con gran nostalgia fare ritorno.
Milano, 4 febbraio 2015 Un abbraccio a tutti da DONATA
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