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Resoconto del viaggio in Marocco - estate 2001.Dopo aver dovuto rinunciare al previsto viaggio in Iran a causa delle mutate formalità doganali, che hanno fatto aumentare di molto l'impegno economico necessario a visitare in camper quello splendido paese, l'associazione ha optato per una meta classica: il Marocco.Dopo aver percorso gli oltre 2000 km che ci separano dal Marocco, ci siamo così ritrovati allo stretto di Gibilterra in 23 persone, compresi 8 ragazzi, su 8 camper. Prima tappa in Marocco a Volubilis, ricca città romana che controllava la fertile piana e che oggi è un vasto campo di imponenti rovine. Poi ci siamo trasferiti alle città imperiali di Meknes e di Fes, visitando mercati, moschee e mederse ed il campo dei conciatori, dal caratteristico "profumo"... La notte una festa di matrimonio che si svolge nei locali del campeggio ci ha svegliato, ricordandoci che nei paesi arabi e' usanza in queste occasioni festeggiare per tutta la notte. La mattina siamo ripartiti verso l'Atlante ed il deserto che si estende dietro di esso, e dopo qualche fermata alla foresta di cedri con le sue scimmie ed ad un lago di montagna ci siamo fermati a dormire, ormai ai margini del Sahara, alla sorgente di Meski, dalle limpide acque che sgorgano nel palmeto. Il giorno dopo ci attendeva la pista di Merzouga, una facile sterrata di circa 50 km che attraverso un deserto piatto porta al margine dell'erg Chebbi, ben visibile da lontano per le grandi dune che lo compongono. Ci siamo sistemati in uno dei comodi campeggi che si trovano alla base delle grandi dune, giusto in tempo per un'escursione in cammello al tramonto tra le sabbie rosate, un'esperienza che certamente rimarra' a lungo impressa in tutti noi. Dalla zona di Erfoud, famosa per i suoi bei fossili che abbiamo acquistato in gran numero, ci siamo poi spostati di nuovo verso le montagne con le gole del Todra e del Dades, profonde vallate cosparse di villaggi dalle caratteristiche abitazioni e fortezze di fango. Poi ancora le oasi ed il deserto di Ouarzazate e di Zagora. Nonostante le frequenti piscine che allietano le soste nei campeggi, il caldo di agosto nel Sahara, che supera facilmente i 45 gradi, e' una prova dura, soprattutto per alcuni partecipanti. Tre equipaggi decidono di evitare altro deserto, e quindi decidono indipendentemente, tra Ourazazate e Marrakech, di separarsi dal gruppo. Uno fara' un ritorno anticipato verso l'Italia e la frescura delle Alpi, altri due rimarranno nel nord del paese evitando la seconda parte del programma che ci ha portato nel deserto a sud di Agadir. La tappa successiva e' stata a Marrakech, ricca di bellezze artistiche che dimostrano lo splendore di un'epoca in cui gli arabi erano giunti fin dentrol'Europa. Abbiamo girovagato tra botteghe e saltimbanchi che ancora oggi affollano la sua grande piazza, senza una particolare vocazione turistica, ma solo per la curiosità dei numerosi marocchini che insieme ai turisti si attardano tra le varie attrazioni. Abbiamo ancora proseguito verso sud, prima attraverso le stupefacenti formazioni granitiche che costellano la valle di Tafraoute, poi verso il mare nel campeggio di una coppia di francesi che sono ormai un punto di riferimento per i nuovi nomadi del deserto che viaggiano in moto e fuoristrada. Il giorno dopo abbiamo fatto un'escursione in fuori strada per raggiungere attraverso distese sassose la grande "spiaggia bianca", battuta dalle onde dell'Atlantico, che non hanno impedito a noi ed ai nostri ragazzi un bagno nel grande oceano. Dopo le fresche brezze siamo tornati ancora a vedere l'immenso deserto della zona di Akka e Tata, dove un nastro di asfalto di recente costruzione attraversa grandi vallate e montagne variegate che rendono evidente l'esistenza di un'acqua che oggi non c'e' piu'. Nella zona pitture rupestri ci mostrano la vita di quei tempi remoti. L'itinerario ci ha poi riportato verso il nord, non senza pero' visitare ancora la costa marocchina: la cosmopolita Agadir, il pittoresco porto di Essouira, le fabbriche di ceramica di Safi, la nuova grande moschea di Casablanca, i monumenti di Rabat. Prima di lasciare il Marocco incontriamo di nuovo uno degli equipaggi che ci aveva lasciato per un ultimo bagno insieme. Poi il ritorno verso l'Italia, ed il ricordo di questo splendido paese. Il viaggio si è svolto regolarmente, abbiamo percorso circa 8.000 km fuori dall'Italia, ed a parte una foratura, qualche piccolo insabbiamento ed un danno in manovra sul traghetto, non abbiamo avuto altri inconvenienti eccetto i soliti piccoli guasti degli impianti. La natura molto eterogenea dei partecipanti, dall'"esperto" di viaggi estremi con camper 4x4, alla coppia di pensionati (che si è rivelata la piu' resistente), la sofferenza dimostrata da alcuni per il grande caldo, non ha permesso loro di fruire nella maniera migliore del viaggio. Potremmo dire che pur essendo stato il gruppo in buona armonia, non si e' sviluppato quel clima di amicizia che permette spesso di superare in allegria gli inevitabili disagi. Personalmente riteniamo che alcune mete, come il Marocco e la Turchia, che vantano ormai una tradizione consolidata di turismo anche plein air, vengano nell'immaginario collettivo considerate piu' semplici di altre meno note e piu' esotiche. Per esempio rimaniamo convinti che un viaggio in Siria e Giordania sia meno faticoso e piu' rilassante di uno in Marocco, sia per i km percorsi che per il clima, mentre comunemente si pensa il contrario. Ci ripromettiamo in futuro, nelle informazioni che sempre mandiamo agli aspiranti partecipanti, di mettere ancor piu' in risalto i disagi e le temperature che si affrontano in estate su queste destinazioni, in modo che poi non ci si trovi in difficolta' ed impreparati durante il viaggio. Giuseppe e Sara Viaggio in Marocco
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