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Spagna e festa de las Fallas a Valenicamarzo 2023 di Cinzia SfolciniGiovedì 9 marzo 2023 h 9,00, partenza pieno diesel € 63,00 Non è una giornata bellissima e fa anche un po’ freddo. Destinazione Monginevro. Alle 11,00 passiamo in Francia, al Monginevro c’è qualche sciatore, ma non c’è molta neve nemmeno in Francia, continuiamo a scendere e facciamo altro pieno di carburante a Manosque € 50,00. Alle 16,30 arriviamo a Pellissanne, in piena Provenza, circa 20 Km da Aix -an – Provence , Km 361. L’area è un grosso parcheggio, gratuito, con carico e scarico. Ci sono altri camper pargheggiati, qualcuno probabilmente è rimessato qui. E’ un tipico paesino francese, non un granché, ci sono case disabitate, come da noi in Italia, Di sera fa piuttosto freddo e in nottata inizia a piovere, anche piuttosto forte.
Venerdì 10 marzo ‘23 ore 9,00 partenza, direzione Gerona, prima tappa prevista della Spagna, Catalogna. Sull’autostrada c’è un vento fortssimo, che a tratti fa sbandare il camper. E il vento, sicuramente, ha causato lo strappo dell’oblò dal tetto, di cui ci accorgiamo con sgomento, appena ci fermiamo per pranzare. Non ce ne siamo davvero accorti, anche perché lo avevamo chiuso poco prima. Speriamo che non abbia causato danni a cose e, soprattutto, a persone. Consultando internet troviamo una rivendita di camper a Perpignan che dovrebbe anche fare riparazioni, Moeva Camper. Ci arriviamo poco prima dell’apertura pomeridiana, ma, dopo averci fatto aspettare due ore e mezza, e aver girato in tondo senza combinare granché, ci dicono che non possono fare nulla, che il pezzo che hanno è troppo grande e che per ordinare e avere quello adatto (è venerdì pomeriggio) ci vorranno 2/3 gg. Decidiamo di proseguire, dopo che, su ns. richiesta, ci hanno almeno chiuso l’apertura con un nylon. Un po’ sconsolati arriviamo a Gerona intorno alle 17.30 km 748. L’area è un parcheggio misto, con carico/scarico e luce – a pagamento, carissima -, vicino al centro. € 18,00. Ci sono vari camper olandesi, i cui occupanti sono tutti appassionati di bici, super accessoriati, ormai tutti gli Europei si sono uniformati ai dettami dell’outfit giusto per ogni occasione, pare. Facciamo due passi dopo cena, sembra che la temperatura sia un po’ più’ alta che in Francia.
Sabato 11 marzo ‘23 La notte è trascorsa tanquilla ed in effetti al mattino fa decisamente più’ caldo e la bella giornata di sole ci induce a visitare questa cittadina della Catalogna. Gerona in Spagnolo e Girona in Catalano (qui sono molto gelosi delle loro tradizioni e la prima lingua è il Catalano). Gerona è una bella cittadina e, secondo la leggenda, a fondarla fu un personaggio mitologico, Gerione, un mostruoso gigante con tre teste. In realtà i veri fondatori furono gli Iberici, ma alla fine dell III secolo arrivarono i soliti Romani. Ma nonostante cio’ la pianta della città non ha la caratteristica dell’accampamento romano, ma ha una pianta del tutto irregolare. Ci addentriamo nel piacevole Barri Vell, il centro storico e passeggiamo sull’antica cinta muraria, dalla quale si gode una bella vista della città. Molto particolari e di effetto sono le case dai caratteristici colori pastello che si affacciano sul fiume Onyar. Arriviamo quindi nella piazza della cattedrale, dove spicca la Casa Pastorale, un edificio rinascimentale attualmente adibito a Casa della Giustizia. Dopo pranzo decidiamo di partire alla volta di Tarragona h 14,30. Ormai la gran parte delle autostrade in Spagna è gratuita e addirittura non ci sono nemmeno più’ i segni dei caselli autostradali. Arriviamo a Tarragona intorno alle 17,00 circa, ma non riusciamo a trovare il parcheggio che dovrebbe esserci e inoltre c’è un traffico pazzesco, del resto è sabato pomeriggio. Decidiamo quindi di non fermarci e proseguire verso Peniscola. Arrivo a Peniscola alle 19,40 km 1068, siamo stanchi e la fortuna ci viene in soccorso e, mentre ci dirigiamo verso un camping che conosciamo, notiamo l’ingresso di una nuova area, dove troviamo posto e ci fermiamo per la notte, è anche più’ vicino al mare, costo € 13,00 a notte, con carico/scarico e luce, nota negativa: non è su cemento, ma su ghiaia. C’è il bagno, ma non le docce, che però saranno presto pronte, ci dice il gestore, un italiano di Verbania. Ci sistemiamo e facciamo due chiacchiere con una coppia di Tedeschi che hanno anche il Quod al traino e sono diretti in Algarve,a Portimao.
Domenica 12 marzo 2023 Notte tranquilla, ma decisamente calda, infatti la mattina c’è un vento caldissimo, che mette a dura prova la ns. passeggiata verso Peniscola (la cittadina vecchia sul mare), notiamo però un’area di quelli camper stop, a 8,40 euro, con carico/scarico senza luce, con un bagno, sull’erba. Dopo pranzo inforchiamo le biciclette e cerchiamo l’officina di riparazione camper che non abbiamo trovato in mattinata, probabilmente ci era sfuggita, perché è molto vicina all’area. Dato il gran caldo ci concediamo una sosta in un bar. Decidiamo di andare a dare un'occhiata al camping “La Volta”, dove eravamo già stati, che ha una bella area camper, a un buon prezzo, con tutti i servizi, compreso bar ristorante e un’invitante piscina. Scopriamo che è piena zeppa di camper di Olandesi e Tedeschi , che probabilmente sono qui da un po’ di tempo, infatti notiamo che ci sono delle belle promozioni per chi si ferma per più’ di 15 gg.
Lunedì 13 marzo 2023 Portiamo quindi il camper in officina per la riparazione, i due ragazzi che ci lavorano sono molto pratici, e, senza perdere tempo, inseriscono un oblo’ un po’ più’ grande, tagliando la lamiera (come avrebbero dovuto fare i Francesi di Perpignan, forse non ne avevano troppa voglia) . Alle 13 il lavoro è finito, dopo pranzo partiamo, facciamo rifornimento di diesel € 71,32 (decisamente meno caro che in Italia e Francia) e partiamo alla volta di Valencia, dove arriviamo intorno alle 17,15 km 1229. Purtroppo dopo mezz’ora di viaggio ci siamo accorti che anche l’altro oblo’, quello sopra la mansarda, si sta staccando, per fortuna riusciamo a bloccarlo con del nastro da pacco e, successivamente, lo fermiamo bene, con delle fascette di plastica. Ci sistemiamo comunque a Betera, area camper fuori Valencia, ma con la metropolitana vicina. € 17,00 carico/scarico, ma senza luce. Ci sono comunque tutti i servizi, bagni, docce, ambiente per lavare piatti e la lavatrice. C’è anche il bar/ristorante dove si può mangiare la paella il mercoledì sera. Non è strapiena, come ci avevano detto al telefono, ci sistemano comunque in una piazzola un po’ in salita nel settore senza luce, quelli con luce seno intorno alla reception.
Martedì 14 marzo 2023 IL vento persiste, ci cambiano di posto e ci posizioniamo in un’area più’ pianeggiante, prenotiamo per 4 notti e con pagamento anticipato. Nell’area ci sono molti Olandesi, Belgi, Tedeschi, anche qualche Inglese, notiamo due camper di Italiani, parliamo con una coppia toscana, che ci dicono che a Valencia c’è un grande baraonda e loro se ne stanno andando. Mah...In mattinata ci dedichiamo alla pulizia nostra (finalmente una bella doccia) e di alcuni capi di vestiario. Il clima è quasi estivo e ne profittiamo per pranzare fuori. Dopo pranzo andiamo in bicicletta a vedere com’è Betera, non è lontana, ma la strada non mi pare molto sicura, non c’è una vera pista ciclabile. Facciamo due passi e compramio qualcosetta in un piccolo supermercato. Anche qui pare che festeggino le Fallas. Di sera il termometro scende sensibilmente. Mercoledì 15 marzo ‘23 Subito dopo pranzo prendiamo la metripolitana, davvero molto vicina, e arriviamo al centro di Valencia in circa 40 minuti. Man mano che ci avviciniamo al centro i vagoni si riempiono, la gente è veramente tanta e l’aria di festa è palpabile. Le Fallas sono chiamate anche festa di San Giuseppe, perché sono celebrate in onore del Santo, patrono dei falegnami (in effetti si concludono il 19 marzo, proprio giorno di San Giuseppe), queste feste sono state dichiarate patrimonio immateriale dell’umanità dall’UNESCO. Iniziano l’ultima domenica di febbraio, il clou è dal 15 al 19 marzo. Le Fallas prendono il nome dalle costruzioni artistiche fatte di materiali combustibili, come cartapesta e legno, che rappresentano figure e composizioni prevalentemente ispirate all’attualità valenciana, ma anche nazionali e internazionali. Si tratta di una sorta di monumenti, chiamati Gnomi, (o Ninots) che gli artisti realizzano nel corso dell’anno. Il costo economico di questi monumenti viene sostenuto da apposite organizzazioni di quartiere, denominate anch’esse falla. Il culmine della festa è nella notte tra il 18 e il 19 marzo, denominata la nit del foc. Nel corso di questa notte vengono bruciati tutti i monumenti, tanne quello giudicato vincitore dai visitatori dell’esposizione. E viene per questo considerato Ninot Indultat e conservato nel Museo Fallero. I ninots sono bellissimi e altissimi, avrei difficoltà a scegliere ed è un peccato che praticamente tutti vengano bruciati. Arriviamo nella piazza della Vergine, dietro l’entrata della Cattedrale, dove è stata posizionata una enorme costruzione in legno, dove le donne offrono dei fiori alla Vergine sino a formare un mantello floreale per la Madonna, Questa bellissima opera resta esposta nella Plaza de La Virgin per alcuni giorni, sino a quando i fiori non iniziano a perdere la freschezza. C’è veramente tantissima gente, ma il tutto è ben organizzato, con molta polizia, personale di sorveglianza alla metropolitana, corsi e vie chiusi al traffico, tantissimi bagni portatili messi agli angoli delle strade. Sembra che tutto sia molto ben pensato nei minimi particolari e soprattutto c’è una sana voglia ai allegria e di condivisione, senza facinorosi. Ogni tanto si sente il rumore dei petardi, ma anche questo fa parte della festa.
Giovedì 16 marzo Altra giornata a Valencia, cortei dei vari rioni che passano per il centro, accompagnati dalla banda e convergono nella piazza del municipio, i componenti dei cortei sono tutti perfettamente vestiti con i costumi tipici valenciani e sono bellissimi. Abbiamo una piantina che presenta le postazioni dei vari Ninots e ne vediamo di nuovi e bellissimi, che lavoro! La sera il centro è illuminato e parecchi artisti di strada si esibiscono nei loro numeri, la gente è sempre tantissima e si assiepa nei ristoranti e nei bar, dopo il calar del sole, perché la temperatura comincia a scendere. Anche noi ci concediamo una buona Paella alla Valenciana in un ristorante del centro, i ristoranti presentano vari menu’ e vari prezzi, non c’è che l’imbarazzo della scelta. La sera la metropolitana è sempre strapiena e comunque è aperta tutta la notte, senza sosta, per queste Fallas.
Venerdì 17 marzo ‘23 Giornata di partenza, ci prepariamo e alle 11,00 siamo pronti. Ciao Valencia, deliziosa città, godibilissima di per sé, ma ancora più’ piacevole con le Fallas. L’idea è quella di andare sulla costa e stare al mare per qualche giorno, abbiamo visto un’area a Gandia circa 60/70 km dopo Valencia, verso sud. Arriviamo alle 12,00 km 1322, ad Alqueria De La Comtessa. Ci passiamo davanti, subito non la vediamo, perchè è un po’ in dentro, rispetto alla strada principale. Ci accorgiamo dopo che è a 4km dal mare, e non è un granchè in effetti, anche se è provvista di tutto: bagni, doccia, spazio per lavare stoviglie/abiti, carico/scarico, luce extra a 5 €, noi ci posizioniamo nella zona senza attacco per luce 12 € a notte, è su cemento, perlomeno, non ci riempiremo di polvere. L’area è tenuta da una signora inglese di mezza età, che è qui da un anno, ma non spiccica una parola di spagnolo. Ci sono tanti Inglesi, che probabilmente vengono qui perché si conoscono, infatti la sera si riuniscono nel locale bar e bevono e cantano, ci sono anche Svedesi, Tedeschi e gli ormai immancabili Olandesi e Belgi. C’ è una pista ciclabile che unisce le frazioni del comune e credo sia l’unica attrattiva di questa zona, perché non appare così appetibile. Uno Scozzese ci dice che ha passato l’inverno in Portogallo, ma non gli è piaciuto per niente: troppo vento e freddo.
Sabato 18 marzo ‘23 Decidiamo di andare verso Alicante, partenza h 10,30, ancora più’ a sud, (rifornimento diesel € 40,00) vediamo che c’è un’area a Finestrat, che dovrebbe essere a mezza strada tra Alicante e Benidorm. Km 1410 Fatichiamo un po’ a trovarla, ma verso mezzogiorno finalmente riusciamo ad individuare la strada giusta, l’area è in pratica all’inizio del grosso centro commerciale che caratterizza questo paesino, si chiama Sunbeach Campark è nuova (vedremo poi che proprio di fronte, ma dall’atra parte e quindi bisogna uscire e rientrare, ce n’è un’altra, più’ grande, l’ Area Camperalia Finestrat, ormai in Spagna hanno capito il business delle areee camper e ne sorgono di nuove come funghi). Questa comunque ha ancora posti, ed è ben accessoriata, con bagni, docce, una bella zona per lavare le stoviglie e i panni e con la lavatrice, carico/scarico e luce a 12 € a notte, sempre un po’ polverosa, ma non è niente male. Ci sistemiamo e dopo pranzo inizia a piovere un poco. Quindi andiamo alla scoperta del centro commerciale, davvero immenso, alla fine della salita c’è la fermata del trenino (una specie di tram) che porta ad Alicante da una parte e a Benidorm dall’altra. Decidiamo di riservarci Alicante per l’indomani e verso sera inforchiamo le bici e scendiamo alla spiaggia di Finestrat, non è molto grande, c’è una parte sabbiosa e una parte di scogliera, in effetti notiamo che li rilievi della costa blanca arrivano molto vicino al mare. Anche qui ci sono molti grattacieli, anche in costruzione, quindi evidentemente c’è una grossa richiesta turistica. I bar sono pieni di europei del nord che prendono l’aperitivo.
Domenica 19 marzo ‘23 Quindi, come avevamo deciso ieri, andiamo ad Alicante con il trenino della costa, piuttosto a buon mercato, € 9,60 in due, andata e ritorno, partenza intorno alle 10,30 a arrivo alle 12,00. C’è un po’ di vento, il clima cambia velocemente, ma se esce. il sole fa davvero caldo. Arriviamo velocemente sul lungomare, l’Explanada De Espana, pieno di gente, bancarelle, insomma molto animato, ci inoltriamo nel barrio antico, dove visitiamo il museo di arte contemporanea ( i musei ci dicono, all’uffico del turismo, oggi sono gratuiti) e la cattedrale e poi visitiamo il museo di Ocean Race, verso il porto. Ci fermiamo per il pranzo al Mc Donald’s sul lungo mare, quindi riprendiamo la ns. visita e ci dirigiamo verso il castello di Santa Barbara, abbiamo visto l’indicazione dell’ascensore, ma ci mettiamo un bel po’ a trovarlo, anche a causa di alcuni suggerimenti errati (una signora aveva capito che cercassimo il tram, boh…) quindi riusciamo a trovarlo e con 2,70 € arriviamo in cima, da cui si gode un bel panorama della città, il porto, il mare e le sue spiagge dorate. La sera, tornati al camper, parliamo un po’ con i vicini, una coppia di Belgi che sono in giro da un bel po’, ma stanno tornando a casa, ci dicono che l’Italia è bella, ma è un po’ cara.
Lunedì 20 marzo’23 Purtroppo la ruota anteriore di una delle due biciclette si è bucata, per cui la portiamo da Decathlon e nel pomeriggio decidiamo di andare a Benidorm, sempre col trenino, e al ritorno passeremo a riprenderla. C’è molta gente sul treno, e molta gente a Benidorm, pare di essere a luglio a Diano Marina: gente ai bar, gente in spiaggia e gente nelle stradine del paese. Notiamo che c’è anche meno vento, forse Benidorm si trova in una baia più’ riparata. Ci sono tantissimi grattacieli che svettano sulle spiagge e infatti Benidorm è la citta con più’ grattacieli per abitanti al mondo, nonché la città con più’ grattacieli per metro quadro, seconda solo a New York. Non si tratta di un bel panorama, ma sicuramente garantiscono una grossa ricettività turistica. Passeggiamo sul lungo mare, adocchiamo i prezzi dei negozi, decisamente a buon mercato e ci concediamo una merenda a base di churros con la cioccolata calda. Il churro è un dolce tipico dalla forma cilindrica e allungata, a base di una pastella fritta, spolverata di zucchero, che intingiamo nella cioccolata, davvero deliziosi. Ci sono tantissimi nordici, svedesi, inglesi, olandesi, che sono giò decisamente in tenuta estiva: infradito e pantaloncini. Al ritorno passiamo a riprendere la bici. La sera andiamo a dare un’occhiata all’area camper di fronte, è molto grande, ci dicono che ha anche una piscina, e tutti i servizi, costa 15 € a notte.
Martedì 21 marzo ‘23 Primo giorno di primavera e mattino di partenza, decidiamo di iniziare a risalire, siamo un po’ preoccupati dell’oblo’, ma abbiamo controllato e dovrebbe farcela. Partiamo alle 10,30, prima facciamo il pieno (ne abbiamo ancora molto, ma qui è davvero a buon mercato) € 14,39. Intorno alle 12,30 arriviamo a Sagunto km 1605. Pranziamo e facciamo due passi, non ci sembra granchè e decidiamo di ripartire. Ma in realtà scopriamo poi che la guida ci ha messo fuori strada, perché la città antica è un po’ nell’entroterra (una decina di chilometri, nemmeno), mentre invece il parcheggio camper lo dava sulla spiaggia, ma nella zona nuova. Comunque decidiamo di ripartire per Peniscola alle 15,15, e ci arriviamo intorno alle 17,30 Km 1740. Troviamo posto nell’area Camper Stop che avevamo visto all’andata, è su erba, ha carico/scarico e bagno senza doccia, sono € 8,40 a notte. E’ più’ vicina alla città antica, ma il percorso è sempre abbastanza lungo. Ma con un po’ di disappunto ci rendiamo conto che tutti i locali bar/ristoranti sono chiusi, e fa anche freddo. In effetti è ancora bassa stagione, però questa desolazione stride con la situazione campeggi, che sono comunque tutti pieni. Torniamo quindi sui nostri passi e ceniamo in camper.
Mercoledì 22 marzo ‘23 facciamo rifornimento alla solita stazione di servizio € 52,31 e quindi alle 10,30 partiamo alla volta di Tarragona, dove arriviamo alle 11,50 km 1885. Questa volta, grazie anche al mio telefono, riusciamo a trovare il parcheggio che ci era sfuggito all’andata, si tratta di un parcheggio dietro il supermercato Aldi, a 100 mt dalla spiaggia e a mezz’ora dal centro città. Mentre parcheggiamo incontriamo una signora di Torino, che ci dice che è residente qui da dieci anni e si trova molto bene. Nel pomeriggio visitiamo questa cittadina della Catalogna, sulla costa dourada, e che conserva ancora le rovine del passato di colonia romana. Visitiamo il Tarraco, dichiarato patrimonio mondiale dell’umanità, e un complesso di rovine romane tra cui spicca il bellissimo Colosseo. Vicino al mare ammiriamo l’anfiteatro romano che risale al secondo secolo. Camminando lungo la rambla arriviamo vicino ad un particolare monumento, Los Castellers, la costruzione della Torre Umana, simbolo di Tarragona e tradizione locale. La sera facciamo una passeggiata sulla spiaggia, piuttosto larga, ci sono anche tre locali, solo uno è aperto e poi la strada, costellata di villette, va in salita, ma questo non scoraggia i tanti jogger che incontriamo.
Giovedì 23 marzo’23 Notte tranquilla, anche il treno che passa accanto non ha dato un gran fastidio (probabilmente di notte riducono i passaggi). Siamo rimasti un giorno in più’ per approfittare della spiaggia, ma, appena indossate le infradito e i pantaloncini d'ordinanza, il clima ci fa un bello scherzo: si alza il vento, il sole si fa meno brillante e comincia a fare freddo. Per cui ci rivestiamo e decidiamo di andare al porto a piedi. Poi ci dirigiamo di nuovo verso il centro e arriviamo al mercato coperto, quindi sino alla cattedrale di Santa Maria, con la sua facciata romanica alla quale si aggiunge il portale gotico. Tarragona è una bella cittadina, elegante e signorile, ma è in salita e la camminata si fa impegnativa. La sera i camper sono aumentati, in effetti il parcheggio è segnalato su park4night, siamo ormai una decina e la notte scorre di nuovo molto tranquilla.
Venerdì 24 marzo partenza direzione Francia h 09,10, alle 12,15 passiamo in prossimità del vecchio confine, La Jonquera km 2124, facciamo diesel ancora una volta in Spagna € 63, alle 15,30 arriviamo a Beziers, piove un pochino, ma sembra anche qui non ci siano più’ grandi precipitazioni Km 2256. Appena fuori dalla cittadina c’è l’area camper, vicina al canal du Midi, simbolo del sud francese. L’area è bella, in mezzo al verde, non troppo grande, carico/scarico € 9,60, non c’è luce. Il nostro vicino di camper è un simpatico inglese. Che sta tornando a casa, passando da Calais. Mentre parla, mi accorgo di capire veramente poco di quanto dice.
Sabato 25 marzo ‘23 Andiamo a scoprire il centro di Beziers, tipica cittadina francese, la più’ antica di Francia molto bella la cattedrale di San Nazario, che ha anche un chiostro, stanno facendo delle ristrutturazioni e in alcuni punti, verso il punto panoramico, non si puo’ passare facilmente. Al ritorno facciamo due passi lungo il canal du midi. Decidiamo di proseguire e partiamo dopo pranzo. C’è l’idea di posizionarci a Salon o sul mare per prendere un treno e andare a Marsiglia, ma siamo molto indecisi, la Francia è travagliata da manifestazioni e scioperi in opposizione alla proposta di legge che vuole innalzare l’età pensionabile (e i Francesi non scherzano sulle problematiche sociali, si sa, del resto lnrl 1789 han fatto una rivoluzione che ha cambiato totalmente lo scenario politico e sociale), lungo la strada vediamo benzinai chiusi e poi riusciamo a rifornirci presso una stazione di servizio che raziona il carburante ( max € 50,00). Quindi arriviamo all’area di Salon-De-Provence intorno alle 18,00 km 2468. Si tratta di un parcheggio gratuito (ci sono altri tre camper francesi) senza nulla e non siamo a Salon, ma in un sobborgo, che si chiama Bel Air . La sera è fredda e ci rintaniamo nel camper, domani decideremo il da farsi.
Domenica 26 marzo ‘23 E’ tornata l’ora legale, credo in tutta Europa, sicuramente anche in Francia. Passiamo attraverso Salon e arriviamo a Pelissanne, cittadina che era stata la prima tappa all’andata e ci sembra giusto sia l’ultima del ritorno, ci mettiamo un quarto d’ora, sono vicinissime. Oggi c’è il mercato e ne aprofittiamo per comprare della frutta. Vedo prodotti, scarpe e vestiti, che si vendono anche al mercato dietro casa, sembrano un pochino più cari. L’aria è fredda e c’è sempre l’immancabile vento che ci ha accompagnato per tutta la vacanza. Passiamo il pomeriggio al sole, nel vicino parco, e assistiamo un po’ ad un torneo di bocce che si tiene nel bocciodromo vicino (come si sa i Francesi sono fissati con la Petanque). Abbiamo deciso di non andare a Marsiglia, la mobilitazione è generale e i treni e gli aerei non sono garantiti.
Lunedì 27 marzo ‘23 Fortissimo vento di mistral, freddo e intenso, speriamo che non succeda nulla all’oblo’ fermato dai nastrini di plastica. Giornata di rientro, sulla strada si susseguono benzinai vuoti e alcuni che razionano, forse dipende dalle marche, non si capisce bene, noi comunque siamo a posto, ne abbiamo più’ che a sufficienza. Ci fermiamo per pranzare lungo il lago di Embrun, che fa veramente impressione, tanto è prosciugato, addirittura emerge bene l’isoletta su cui è situato un piccolo campanile, che una volta affiorava a malapena dall’acqua. Il problema della siccità pare ormai imperante, non c’è neppure molta neve attorno. Speriamo ancora in discrete precipitazioni, altrimenti la prossima estate inizieranno i problemi veri. Alle 14,00 arriviamo in prossimità di Briancon, chiamo l’ufficio del turismo di Monginevro per chiedere informazioni sulla percorribilità (il meteo ieri segnava discrete precipitazioni), ma ci dicono che le strade sono pulitissime. Ed infatti è così, c’è solo un po’ di neve fresca in cima. Alle 15,00 arriviamo a Susa passando dalla vecchia statale, puliamo un po’ il camper e alle 17,30 eccoci a Torino km 2900.
Siamo stati fortunati, perché l’oblo’ posticcio ha tenuto da Valencia a qui, e soprattutto perché quello che si è staccato non ha causato evidentemente incidenti (a quest’ora ormai l’avremmo saputo, ci avrebbero contattati). Avremmo voluto andare più’ a sud, ma l’incidente degli oblo’ ci ha dissuasi, era comunque un rischio, per arrivare a Malaga o dintorni dovevamo farlo cambiare, ovviamente. Le Fallas sono state un bel momento di festa, la Spagna offre molto, ormai ha un turismo lungo tutto l’anno, gli europei del nord vanno a svernarci, attirati dai costi bassi (carburanti a prezzi ridotti, autostrade gratuite, frutta e verdura come in Italia, all’incirca). Ma forse non si tratta solo di quello, forse in Spagna si respira un’altra atmosfera...non so. Il mercato dei camper è in continua ascesa, ovunque ci sono camper che girano, se ne vedono dappertutto. I prezzi in generale però sono saliti, rispetto ai viaggi di 5/6 anni fa, in totale abbiamo speso € 870 (19 giorni) di cui e 472 di diesel), anche se è sempre un modo economico di viaggiare, naturalmente. Sicuramente in Spagna nei prossimi anni ci saranno sempre più’ aree camper, è un business in aumento costante. Ma forse sarà a discapito della possibilità di campeggiarsi in libera? Vedremo. |