|
|
|
Metti un link a Camper e Giramondo Tunisia, Marocco, Olanda, Turchia, Turchia est, |
|
California e Arizona PARTECIPANTI: 4 adulti e 2 bambini di 10 anni. Il camper ovviamente l'abbiamo prenotato dall'Italia. Si può fare tramite un'agenzia viaggi (volo + camper, così abbiamo fatto noi) oppure anche via Internet, i prezzi sono simili. Il consiglio che diamo è di muoversi con un buon anticipo per trovare disponibili i voli più economici. Le principali società di noleggio sono: MOTURIS, ELMONTE, CRUISEAMERICA, presenti tutte nelle maggiori città degli USA. Noi abbiamo viaggiato con un Chevrolet di circa 8 metri (e là era tra i più piccoli!!), dotato di aria condizionata, forno a micro-onde, frigorifero a gas, radio con lettore CD. I prezzi del noleggio e assicurazione, se si dividono per due famiglie, non sono proibitivi, ma è l'America in generale che in questo periodo per noi europei è poco economica, per colpa del cambio certo, ma anche del costo della vita. Anche i tedeschi con cui abbiamo parlato al ritorno ci hanno confermato: "very expensive!". Ci hanno detto che 5 anni fa per un viaggio simile spesero esattamente la metà dei soldi. gio 28 giugno: Con Lufthansa, partenza da Bologna per Monaco, poi per San Francisco e infine volo interno per Los Angeles; arriviamo verso sera con i bambini stanchissimi. Dall'aeroporto prendiamo uno shuttle-bus che ci conduce all'albergo già prenotato proprio nel cuore di Hollywood, l'Hollywood Roosvelt Hotel. Dalla stanza dell'albergo si vede la famosa scritta sulla collinetta e di fronte c'è il teatro cinese, sulla cui piazza si trovano le impronte dei più famosi divi del cinema. Se fosse stato per noi avremmo scelto un altro hotel anche con meno charm ma più vicino alla stazione di noleggio dei camper, che purtroppo si trova dall'altra parte della città. Questa è una pecca dell'agenzia che ci costerà qualche dollaro in più di taxi. E' assurdo infatti pensare di muoversi con altri mezzi per risparmiare, con tutti i bagagli, i bambini e in una città come Los Angeles. Alla sera prima di dormire facciamo una passeggiata in Hollywood Boulevard. ven 29 giugno: Il fuso orario si fa sentire: malgrado la
stanchezza ci svegliamo prestissimo, facciamo colazione e cerchiamo il taxi. Su
Hollywood Boulevard ci agganciano due taxisti russi trapiantati negli USA di cui
uno, con i baffoni è un po' fuori, ma simpatico; ci urla a squarciagola "Welcome
to paradise" "Mamma mia". Subito ci chiedono 45 $ a
famiglia, ma non
accettiamo, allora poco dopo ci propongono 35$ che non è male. Dopo più di un'ora
arriviamo al noleggio; si erano confusi con le strade pure loro...questa è Los
Angeles: 40 città una attaccata all'altra!
sab 30 giugno: Visita a Legoland per la gioia dei bambini. Nel tardo pomeriggio ci dirigiamo verso San Diego sulla 5. Usciamo a La Jolla verso il tramonto, vediamo i surfisti e osserviamo dal camper questo bellissimo quartiere, ma nei paraggi niente campeggi. Ci fermiamo in un parcheggio che si affaccia sulla baia dove ci sono altri camper, sono tutti americani. Proviamo a chiedere ma ci dicono che lì per la notte non si può stare, nelle città è così quasi dappertutto. Un vecchio simpatico ci indica un campground sul mare non molto distante; lo troviamo ma il prezzo ci lascia inebetiti: 78 $!! In seguito un camperista americano ci dirà che è il più caro degli USA......che fortuna! dom 1 luglio: Usciamo dal campeggio con la navetta a
disposizione dei clienti per visitare la Old Town (XIX secolo). In un giardino
vediamo i primi colibrì che poi incontreremo altre volte. Pranziamo in un
ristorante messicano, qui ce ne sono moltissimi. Al pomeriggio con il treno ci
spostiamo per visitare Down Town dove vediamo il Planet Hollywood, il ristorante
credo di Schwartzenegger pieno di cimeli e costumi cinematografici. Passeggiamo
sul gradevole ed elegante lungo mare e verso sera torniamo al camper. lun 2 luglio: Visita allo zoo di San Diego, si dice uno dei più belli del mondo. Notevole veramente. Ci vogliono circa 4-5 ore per il giro (quasi) completo tra panda, koala, tigri, orsi,ecc... Un'abbuffata di animali. Splendidi, mi hanno raccontato (io non ci sono andato) i giardini botanici che si trovano vicino allo zoo, sempre a Balboa Park. San Diego meriterebbe almeno un altro giorno, ma il programma deve essere rispettato: domani si parte per Joshua Tree, il deserto a cui gli U2 hanno dedicato titolo e copertina di un loro disco. A proposito di musica, se vi piace il rock qua le stazioni radio ne trasmettono a raffica. mar 3 luglio: Si va verso Joshua Tree, Parco Nazionale.
Lungo la costa il clima è sempre gradevole e ventilato, ma appena ci si sposta
verso l'interno cambia totalmente. Lungo il tragitto attraversiamo Palm Spring,
famosa come rifugio invernale di molte star di Hollywood che ora si sta
trasformando in una località per pensionati agiati. In questa valle
semidesertica ci sono 85 campi da golf!! Nella tarda mattinata entriamo nel
parco e alle 4 del pomeriggio all'uscita, le ranger di una stazione ci
comunicano che la temperatura è di 44,5°, e si sentono
tutti. I coyotes che abbiamo visto però non erano un miraggio, erano due e si
avvicinavano. Flavia, mia moglie, è scappata, urlando a mio figlio di fare lo stesso. Io sono
uscito dal camper perché non capivo che succedeva e ho visto... Willie il
coyote. Assomigliano a un lupo, però più magro. Non sembrano pericolosi, qua c'è anche di
peggio, ad esempio i serpenti a sonagli che per fortuna non abbiamo incontrato.
Il paesaggio è incredibile per le rocce plastiche scolpite deformate dal caldo
e dal vento e per la distesa dell'unico
albero che cresce, il Joshua Tree appunto, il cui vero nome è Yucca. Per la
permanenza all'interno del parco sono consigliati almeno 3 litri di acqua a
testa al giorno. Un'attività che qui viene praticata è il free climbing, ma
per ovvi motivi climatici i periodi di maggiore afflusso sono la primavera e
l'autunno. Usciamo e ci avviamo lungo la 62 fino a Needle un abitato al confine tra la
California e l'Arizona. Siamo quasi fuori dal deserto e la zona è molto
desolata, domani contiamo di raggiungere il Grand Canyon.
gio 5 luglio: Trascrivo le parole di Flavia: "Il
Grand Canyon è lo spettacolo della natura più bello che abbia mai visto. Ti
toglie il fiato è talmente immenso che sembra un gioco di specchi irreale".
Lungo 365 km, largo all'incirca 16 km e profondo un miglio: l'erosione combinata
di due fiumi (in seguito divenuti uno solo, il Colorado) ha creato questo
spettacolo nell'arco di circa 5,5 milioni di anni. ven 6 luglio:ore 6, si riparte, destinazione Sequoia Park. Con la strada che vogliamo fare (attraversare le montagne invece di aggirarle a sud) è sicuramente il trasferimento più lungo, saranno quasi 1000 Km. Attraverseremo anche il deserto del Mojave, il più arido e il più caldo fra i deserti degli Stati Uniti. Ci fermiamo al tramonto sulle rive sassose del Lago Isabella: siamo quasi soli, c'è qualche pescatore e pochissimi campeggiatori. Due signori anziani del luogo ci regalano il loro fuoco per far divertire i bambini, a patto che alla fine lo si spenga con cura. Danziamo intorno al fuoco e guardiamo le stelle. sab 7 luglio: Secondo giorno di trasferimento. Percorriamo varie ore di strade di montagna, poi rientriamo in pianura sulla 190, dove è tutto un susseguirsi di coltivazioni: aranceti, vigneti, ecc... Ci fermiamo a comprare dell'ottima frutta. Verso il pomeriggio, dopo aver mangiato in un pessimo ristorante messicano, arriviamo al parco Sequoia. L'ingresso è di 10 $, come in quasi tutti i parchi. Si può entrare da sud con la 198 (come noi) o da nord con la 190. Inizia la nostra visita ai giganteschi alberi, alcuni dei quali hanno 3500 anni: veramente impressionanti. Il più grande e famoso si chiama Generale Sherman. Pernottiamo in un bosco meraviglioso in un campeggio pieno di cartelli che avvisano della presenza costante degli orsi e indicano anche come comportarsi in caso di incontro. Chi dorme in tenda deve tenere tutto il cibo in appositi contenitori di metallo a prova d'orso, dislocati in vari punti. Ezio dice che lui in tenda non ci dormirebbe e io non me la sento di dargli torto. dom 8 luglio: Al mattino ci svegliamo in compagnia di tre
grandi cervi che brucano pacifici attorno al nostro camper. lun 9 luglio: Al mattino utilizziamo la navetta "truffa" dei cinesi (8 $ a testa per 10 minuti) che ci porta in centro. Ecco le famose strade di San Francisco che spesso si vedono nei film e telefilm, con salite fino al 25% di pendenza. Fa freddino e soffia un vento tagliente. Mi hanno spiegato che SF ha un clima piuttosto indecifrabile, comunque molto più fresco rispetto alla California del sud e spesso anche nebbioso. In ogni caso il nostro guardaroba è attrezzato anche con felpe e giubbotti. Visitiamo Chinatown dove ci fermiamo anche a mangiare, il molo 39 con le foche (classica trappola per turisti) da dove partono anche i traghetti per la visita ad Alcatraz.Visitiamo Haight Hasbury, il quartiere famoso per la nascita del movimento hippie alla fine degli anni sessanta. Qui la fauna umana è incredibile per varietà e originalità, sembra di toccare con mano la fucina delle mode e delle tendenze future. Un sacco di giovani ovunque, negozi strani, eccentrici, alternativi come ad esempio mistic haircutter cioè il barbiere mistico. A sera rientriamo un po' stanchi e infreddoliti. Avevamo preventivato un altro giorno, ma i bambini si annoierebbero, perciò domani si parte. mar 10 luglio: Lasciamo S.F. per andare verso sud di nuovo sulla 1 che costeggia l'oceano. La cosa più impressionante è il cambiamento continuo di paesaggi e vegetazione. Nnel giro di dieci minuti vedi palme lungo la costa, poi appena la strada sale un po' e si allontana dall'oceano, compaiono alberi e vegetazione che ti danno l'impressione di essere in montagna. Nel pomeriggio arriviamo nella penisola di Monterey, dove sulla costa c'è Carmel un paese di 4500 abitanti famoso perché ne è stato sindaco Clint Eastwood. Portiamo i bambini a giocare in un parco molto bello. C'è un pista per skateboard e restano a guardare affascinati alcuni ragazzini abili nelle acrobazie. Andiamo a visitare il molo da dove tutte le mattine partono escursioni organizzate per osservare le balene che in questa baia transitano di frequente. All'ora di cena molti ristoranti offrono assaggi gratuiti di clam chowder (zuppa di molluschi) a un banchetto davanti al proprio locale. Dopo averne assaggiate alcune, abbiamo scelto l'ultimo ristorante in fondo al pontile con vetrate vista baia per cenare. Ottima la zuppa di pesce. mer 11 luglio: Visita al bellissimo acquario di Monterey, dalle cui terrazze si possono vedere foche e leoni marini liberi sulla costa e in acqua. Nel pomeriggio proseguiamo verso sud, nel tratto di costa più selvaggio. Superiamo Big Sur e poco prima di San Simeon ci fermiamo in una piazzola su un promontorio dove ci sono due signore col binocolo. Nell'acqua cominciamo a vedere degli spruzzi e dei dorsi che emergono: è un passaggio di balene, e sono anche tante, almeno sette o otto. E' uno spettacolo emozionante. Proseguendo lungo la costa ecco un'altra sorpresa! Sulla destra una spiaggia affollatissima di foche, leoni e elefanti marini ammassati indisturbati. Altra sosta e foto di rito. Al tramonto ci fermiamo in un campeggio statale, St.Simeon Park, che si trova su una collinetta con vista oceano. Facciamo un bel fuoco e cuociamo la carne per la cena. gio 12 luglio: Ancora verso sud. Ci fermiamo a Refugio Beach dove pranziamo vicino alla spiaggia nella zona attrezzata a picnic all'ombra delle palme. Concediamo ai bambini l'unico vero bagno della vacanza: non ci sono onde pericolose ma l'acqua è veramente fredda. Ci fermiamo nel pomeriggio a Santa Barbara, cittadina turistica con un bellissimo lungomare con le palme e i negozi per surfisti. C'è una zona di bassa marea con tantissimi pellicani. Alla sera, ci si ferma a Carpinteria (economico State Park). ven 13 luglio: Verso Los Angeles. Domani dovremo
restituire il camper. Al mattino ci fermiamo nei dintorni di Malibu per osservare i veri
surfisti, ce ne saranno una trentina seduti sulla tavola ad aspettare le onde
giuste. L'oceano è quasi piatto, ma ad intervalli più o meno regolari, si
formano onde che valuto 2-3 metri. Non oso immaginare con il mare più mosso.
Proseguiamo per Santa Monica (praticamente Los Angeles). Parcheggiamo per una
passeggiata sul lungomare ma ci siamo fermati un po' oltre e in realtà ci ritroviamo a
Venice Beach. Il lungomare è un susseguirsi di negozi, bancarelle e turisti da
tutto il mondo; è una delle rare occasioni in cui abbiamo incontrato qualche turista
italiano. La zona pedonale è piena di personaggi bizzarri: il chitarrista
predicatore che ti urla "Believe in Jesus", una
danzatrice del ventre, un altro chitarrista nero con i roller che pattina e
suona Jimi Hendrix, un nerboruto ungherese che tiene in equilibrio sulla bocca
un forno, tatuatori senza più parti del corpo libere, gente di tutte le età in
roller, skateboard, monopattino, culturisti, freakettoni e così via. Il tutto
molto tranquillo e divertente. sab 14 luglio: Ci alziamo molto presto perché dobbiamo
consegnare il camper entro le 10 e abbiamo paura di non fare in tempo. Bisogna
fare i bagagli, svuotare tutti i serbatoi del camper, ripulirlo decentemente e fare il
pieno di benzina. La benzina è l'unica cosa che ha un prezzo per noi
vantaggioso costa circa due dollari a gallone (3,79 litri), quindi poco più di 1000
£ al litro. dom 15 luglio: Arriviamo a Monaco alle 10,30 di mattino.
Questo volo è l'unica vera seccatura: è lungo (12 ore all'andata e 11 al
ritorno, circa) e scomodo specialmente per chi, come me, ha le gambe lunghe, ma
penso proprio che non ci siano alternative. A Monaco dobbiamo aspettare fino
alle 14,30 per l'imbarco dormicchiando in aeroporto. L'aereo parte anche in ritardo, è molto piccolo e
balla notevolmente per tutta l'ora che ci separa da Bologna. La birra di uno
sfortunato passeggero parte verso l' alto e ricade sulla sua testa... la prende
sul ridere. Nel tardo pomeriggio arriviamo a Bologna e per fortuna arrivano
anche i nostri bagagli. Luciano Bertazzoni, Alfonsine (Ravenna)
|